L’ologramma. Condivisione e ridondanza arrichiscono le aziende

Il principio dell’ologramma è uno degli aspetti più particolari del mondo in cui viviamo. Se osserviamo una felce, ci rendiamo conto di come le parti di una foglia di felce, siano quasi uguali alla foglia intera. Questa caratteristica, denominata auto-similarità, si trova non solo nelle felci, ma anche in altri aspetti del nostro mondo (per esempio nel profilo delle coste) e comporta che ogni parte contiene quasi tutta l’informazione del tutto.

Come si traducono questi aspetti nel mondo aziendale? Sostanzialmente in due aspetti, il primo dei quali ormai ampiamente riconosciuto, mentre il secondo sembra contraddire uno dei principi considerati chiave nella gestione di un’organizzazione.

1. Condivisione

La prima “lezione dell’ologramma” è condividere, condividere, condividere!

Condividere sul piano culturale, formando una cultura organizzativa fondata su valori comuni. Ogni team, business unit, reparto etc. è uguale al tutto perché condivide gli stessi valori.

Condividere sul piano strategico, diffondendo attraverso forti meccanismi di condivisione interna la visione a tutti i livelli dell’organizzazione. Ogni team, business unit, reparto etc. è uguale al tutto perché condivide la stessa visione ed è orientato strategicamente allo stesso modo.

Condividere sul piano organizzativo: unità autonome agiscono in modo coordinato, più persone dotate di autonomia formano team, più team autonomi formano network di team…  Ogni team, business unit, reparto etc. è uguale al tutto perché condivide gli stessi principi di organizzazione e coordinamento.

2. Ridondanza

Per anni il pensiero e l’azione nelle aziende è stato orientato all’efficienza. La parola “ridondanza” è stata considerata spesso sinonimo di inefficienza: più persone che facevano le stesse cose, troppe risorse dedicate allo stesso scopo… e scattava l’imperativo di tagliare, anche (e soprattutto) per ridurre i costi.

La natura però ci insegna che molte strutture sono ridondanti. Basta pensare che molti degli organi del nostro corpo sono “doppi” e ciò permette in caso di danno a uno dei due di poter contare sull’altro rimasto sano.

I team autonomi auto-organizzati che contengono al loro interno le diverse funzioni portano a un sovrappiù di risorse («tutti sanno fare tutto») e a un maggior grado di intercambiabilità. Ciò permette di reagire con più flessibilità alle trasformazioni di questo mondo complesso: la perdita di un “organo” (una persona chiave, un brevetto, un prodotto, un business etc.) non porta alla “morte” dell’azienda, ma l’intero “organismo” reagisce compensando la perdita e magari trovando soluzioni creative mai pensate prima.

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