Apprendimento try & learn: l’organizzazione che apprende

In condizioni di elevata complessità si può solo apprendere per tentativi. Non ci sono lezioni sempre valide, modelli di business o strutture organizzative che funzionano per tutte le aziende.

L’organizzazione non è una macchina che può essere programmata dall’alto. ma un organismo vivente che evolve per prove ed errori, una learning organization.

Le organizzazioni che apprendono hanno queste caratteristiche:

1. Proposito condiviso

Le persone che fanno parte dell’azienda (a tutti i livelli gerarchici) condividono il suo scopo, la sua ragion d’essere e si attivano per realizzarlo. Lo scopo non è il profitto, ma le aziende che hanno uno scopo chiaro e condiviso e lo perseguono con coerenza hanno migliori profitti. 

Quando non si segue il proposito, non c’è reale apprendimento ma opportunismo e inseguimento delle mode del momento.

Un’azienda che ha come proposito quello di migliorare la salute dei propri clienti attraverso i prodotti che vende, può decidere di sfruttare un’opportunità di business e proporre nei propri punti vendita una bevanda molto apprezzata dai giovani clienti, ma con un alto tasso di zuccheri. Ciò può portare a un aumento del fatturato sul breve periodo, ma può essere sul lungo periodo dannoso per l’azienda.  

Un’altra azienda può decidere di applicare il modello organizzativo di un’azienda di successo (magari proposto da un consulente “alla moda”), copiandolo in toto. Anche in questo caso potrebbe ottenere un risultato immediato, ma avere conseguenze inaspettate e negative sul lungo periodo.

L’organizzazione che apprende invece si fa guidare dal proprio proposito e procede sperimentando e imparando dai propri errori. 

2. Rinnovamento e reinvenzione continua

Come un organismo si adatta al suo ambiente naturale, così l’organizzazione si adatta al suo contesto competitivo.

E’ l’aspetto complementare del precedente: coerenza e cambiamento si intrecciano per produrre apprendimento. Anche il proposito si evolve nel confronto con il mondo esterno. E l’azienda con la forza del proprio proposito evolutivo cambia il proprio contesto competitivo. 

L’azienda che abbiamo prima citato può rendersi conto, apprendendo dal proprio contesto, che il proposito di migliorare la salute dei propri clienti non basta, ma deve allargarlo e pensare anche alle condizioni di vita dei contadini e dei produttori. Questo proposito “evoluto” può incidere a sua volta sul contesto competitivo, cambiando la percezione dei clienti e avvicinando all’azienda nuovi clienti meno attenti alla salute, ma più all’equità sociale. 

3. Conoscenza

L’organizzazione che apprende è capace non solo di acquisire conoscenza e di modificare il proprio comportamento sulla base degli stimoli e insight che provengono dall’ambiente (clienti, competitor, partner, stakeholder, università, centri di ricerca…).

E’ anche capace di creare e trasferire conoscenza. L’organizzazione non solo apprende, ma diventa anche luogo di creazione di idee e di apprendimento per i propri collaboratori e per tutti gli stakeholder.

4. Cultura dell’apprendimento

Per fare quanto detto al punto precedente, occorre che in azienda si crei una vera e propria cultura dell’apprendimento individuale e di gruppo

  • creando spazi per l’apprendimento (belli e funzionali)
  • sperimentando nuove tecniche di formazione (che aprono la mente, sviluppano le connessioni con gli altri e con il mondo e sbloccano il coraggio e la volontà di fare 
  • alimentando la tensione creativa (anche attraverso il gioco e la competizione)
  • dando spazio a nuovi modi di pensare (pensiero critico e divergente, originalità, anche trasgressione…)

L’ apprendimento in azienda sarà sempre pragmatico: non deriverà solo dallo studio, ma anche e soprattutto dall’azione pratica e dalla sperimentazione attiva.

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